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Professioni green, il futuro del lavoro passa dalla scuola

Entro il 2029 le imprese cercheranno milioni di lavoratori con competenze legate alla sostenibilità
22 luglio 2026 di
Monica Areniello

La transizione ecologica non è soltanto una sfida ambientale: è anche una delle più grandi trasformazioni del mercato del lavoro. Nei prossimi anni, la richiesta di professionisti capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e competenze digitali continuerà a crescere, rendendo sempre più importante preparare i giovani alle professioni green.

Secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior, tra il 2025 e il 2029 il mercato del lavoro italiano potrà richiedere fino a 3,7 milioni di lavoratori. A cambiare non sarà soltanto il numero delle opportunità, ma soprattutto le competenze richieste: stando alle stime, circa 2,4 milioni di lavoratori dovranno possedere competenze legate al risparmio energetico e alla riduzione dell'impatto ambientale, mentre 1,6 milioni saranno chiamati a gestire prodotti e tecnologie green e oltre 750mila dovranno padroneggiare queste competenze a un livello elevato. Si tratta di numeri che raccontano un cambiamento profondo: la sostenibilità non rappresenta più una specializzazione di nicchia, ma una competenza trasversale destinata a diventare parte integrante di moltissime professioni, dall'edilizia alla logistica, dalla manifattura ai servizi, fino al turismo, alla pubblica amministrazione e alla sanità.

Di fronte a questo scenario, la scuola assume un ruolo strategico. Preparare i ragazzi alle professioni green non significa soltanto trasmettere conoscenze scientifiche o ambientali, ma sviluppare una cultura della sostenibilità capace di tradursi in competenze concrete. Le professioni green richiedono certamente conoscenze specialistiche, ma sempre più spesso anche quelle trasversali. Pensiero critico, problem solving, capacità di lavorare in gruppo, progettazione, adattabilità e apprendimento continuo rappresentano oggi qualità indispensabili per affrontare un mercato del lavoro in continua evoluzione. La capacità di interpretare i cambiamenti, utilizzare i dati, collaborare con professionalità diverse e innovare processi e servizi sarà infatti tanto importante quanto la preparazione tecnica. In questo senso, percorsi laboratoriali e progetti dedicati alla transizione ecologica permettono ai giovani di acquisire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Investire oggi nella formazione green significa offrire alle nuove generazioni gli strumenti per affrontare il lavoro di domani, contribuendo allo stesso tempo alla costruzione di un'economia più innovativa, resiliente e sostenibile.

È in questo contesto che si inserisce “GEA EDU – Idee per il futuro”, il progetto didattico della Fondazione Articolo 49, che porta tra i banchi di scuola i temi più urgenti della transizione ecologica e dell’economia circolare. Nato in collaborazione con WITHUB e con GEA – Green Economy Agency, l’agenzia di stampa dedicata all’informazione ambientale e green, il progetto ha l’ambizione di formare i cittadini di domani, offrendo loro strumenti concreti per immaginare non solo comportamenti più responsabili nella vita di tutti i giorni, ma anche una possibile occupazione nelle professioni del futuro.

Il progetto “GEA EDU – Idee per il futuro”, presentato alla Camera dei Deputati con la partecipazione del Senato della Repubblica, la collaborazione dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia e il patrocinio della Commissione europea, gode del patrocinio di Ministero dell’Ambiente, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), INPS, ISPRA, ENEA, APRE, Forum per lo Sviluppo Sostenibile, ASviS e Symbola. Un ruolo significativo è svolto anche dalle Regioni, che hanno concesso il proprio patrocinio a sostegno del progetto. Tra queste figurano Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Si ringraziano infine Regione Basilicata, Boeing, Unirima, In'S e Q8 per il loro supporto all'iniziativa.