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Perché serve educare all'uso consapevole della rete

Dalla dipendenza digitale al cyberbullismo: la risposta della Fondazione Articolo 49 con il progetto "Online, Onlife"
6 luglio 2026 di
Ambrogio Sanelli

Essere sempre connessi non significa essere sempre al sicuro. Per migliaia di adolescenti italiani la rete è uno spazio di socialità, informazione e crescita, ma anche un luogo in cui possono svilupparsi dipendenze, isolamento, oppure subire violenza e altri comportamenti a rischio. A fotografare questa realtà è la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, che restituisce il quadro del complesso rapporto tra giovani e mondo digitale. 

I numeri parlano da soli. Quasi 230 mila studenti minorenni mostrano un utilizzo problematico di Internet: il 47% dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo e il 32% ammette di aver avuto comportamenti offensivi o aggressivi in rete. Il 17% presenta profili di gaming a rischio e oltre 26 mila ragazzi vivono condizioni di isolamento sociale protratto, riconducibili al fenomeno Hikikomori. A questi dati si aggiungono il ghosting, praticato dal 30% degli studenti e subito dal 29%, e un ricorso al gioco d’azzardo, che ormai ha coinvolto il 64% degli under 18. 


È proprio da questa fotografia che parte "Online, Onlife", il progetto didattico promosso dalla Fondazione Articolo 49 e rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Realizzato nell’ambito del Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e Agcom per la promozione della cittadinanza digitale, il percorso non intende demonizzare gli strumenti digitali, ma accompagnare gli studenti a comprenderne potenzialità, limiti e responsabilità, sviluppando le competenze necessarie per vivere la rete in modo consapevole, sicuro e responsabile. 

Il progetto accompagna le classi lungo un percorso di 10-20 ore, articolato in moduli che affrontano i principali temi dell'educazione digitale. Dalla tutela dei minori alla privacy e alla web reputation, dalle piattaforme social al cyberbullismo, dall'adescamento online alle fake news, fino alla dipendenza digitale e all'impatto dell'Intelligenza Artificiale, ogni argomento è pensato per trasformare situazioni che i ragazzi sperimentano ogni giorno in occasioni di riflessione e apprendimento. 

Al termine del percorso, le classi sono inoltre invitate a partecipare a PAYattentiON, il contest premiante che offre agli studenti l'opportunità di approfondire e rielaborare in modo creativo i temi affrontati durante il progetto.  

I dati della Relazione confermano quanto questi temi siano ormai parte integrante della crescita degli adolescenti: se quasi uno studente su due ha vissuto episodi di cyberbullismo e centinaia di migliaia di ragazzi faticano a gestire il tempo trascorso online, la risposta non può limitarsi al controllo o al divieto. È necessario investire nell’educazione, fornendo strumenti per riconoscere i rischi, esercitare il pensiero critico, rispettare gli altri e costruire un’identità digitale consapevole. 

In questo senso, "Online, Onlife" si propone come un percorso di prevenzione e cittadinanza attiva, capace di accompagnare gli studenti verso un rapporto più equilibrato con la tecnologia. Un'esperienza che, oltre a favorire l'acquisizione di competenze digitali e comportamenti responsabili, può consentire alle classi di accedere al conseguimento del Patentino Digitale rilasciato dal CoReCom regionale, trasformando il progetto in un'opportunità concreta di crescita personale.