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Dal branco alla consapevolezza: al Salone del Libro la testimonianza di Fabio contro bullismo e cyberbullismo

La presentazione del libro di Anna Maria Scalise a Torino è stata l’occasione per un confronto intenso su disagio giovanile, responsabilità educative e prevenzione della violenza tra i ragazzi
18 maggio 2026 di
Laura Tajoli

Presso lo stand della Regione Basilicata, al Salone Internazionale del Libro di Torino, lo scorso 14 maggio è stato presentato il libro di Anna Maria Scalise “Fabio, dal gruppo al branco”. L’incontro – promosso dal Corecom Basilicata – è stato intenso e partecipato, occasione di riflessione collettiva sul disagio giovanile, su bullismo e cyberbullismo e sulla responsabilità delle comunità educanti.

Accanto all’autrice era presente lo stesso Fabio - protagonista della storia raccontata nel volume - che ha scelto di parlare pubblicamente del proprio percorso umano e giudiziario. Aveva solo 14 anni quando si trovò coinvolto in una tragedia più grande di lui, dove un episodio di bullismo ha portato alla morte di un ragazzo. “Avrei preferito che oggi qui ci fosse la vittima al posto mio”, ha detto con commozione, invitando i ragazzi presenti all’incontro a non essere “spettatori inerti” davanti alla violenza e alle dinamiche del branco. Oggi Fabio è padre e continua a portare nelle scuole la sua testimonianza: “Ogni mattina scelgo di vivere rispettando gli altri. Il forte accarezza la vita, non ha bisogno di fare del male”.

Annamaria Scalise ha spiegato di aver conosciuto Fabio durante un’esperienza di insegnamento nel carcere di Potenza. “Siamo abituati a raccontare queste storie dal punto di vista della vittima – ha detto – ma volevo capire come si arriva a certe situazioni e dove noi adulti sbagliamo”. Da quell’incontro è nato un libro che parla ai giovani del bisogno di appartenenza, delle “periferie emotive” e dell’importanza dell’ascolto.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il consigliere regionale della Basilicata Mario Polese e la presidente del Corecom Basilicata Assunta Mitidieri. Polese ha ricordato l’impegno della Regione sul fronte della prevenzione del cyberbullismo, mentre Mitidieri ha sottolineato il valore educativo di testimonianze come quella di Fabio: “Abbiamo il dovere di ascoltare i ragazzi senza giudicarli, per aiutarli a diventare cittadini digitali consapevoli”.

Da qui, l’importanza dei progetti educativi nelle scuole, come “Online, Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Articolo 49, in collaborazione con i Corecom regionali e Agcom, proprio dedicata ai rischi della rete. Attraverso questi progetti si punta a rendere i giovani cittadini digitali più consapevoli, affinché tragedie come quella raccontata da Fabio non si ripetano e nessun ragazzo resti solo davanti alla violenza, online e offline.