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Bambini e schermi, l'Unesco: “Non servono divieti, ma educazione digitale”

La prima guida internazionale dedicata alle famiglie spiega come accompagnare i più giovani nel mondo online senza demonizzare la tecnologia
28 luglio 2026 di
Monica Areniello

Come si educa un bambino in un mondo in cui smartphone, social network e intelligenza artificiale fanno parte della quotidianità? La risposta dell'Unesco non è un elenco di divieti, ma un invito a ripensare il ruolo degli adulti. Con la pubblicazione della guida “Growing Up in a Connected World: A Family Guide”, l'organizzazione delle Nazioni Unite propone un nuovo modello di educazione digitale che mette al centro le famiglie e il dialogo tra genitori e figli.

Secondo l'Unesco, molti genitori si sentono impreparati ad affrontare le sfide della vita online. L'esposizione precoce ai social, l'uso crescente dell'intelligenza artificiale, la disinformazione, il cyberbullismo e il tempo trascorso davanti agli schermi sono temi che generano dubbi e preoccupazioni. Per questo la guida, realizzata con il contributo di 37 esperti provenienti da tutto il mondo, raccoglie evidenze scientifiche e suggerimenti pratici per accompagnare bambini e ragazzi nella costruzione di competenze digitali solide. Il messaggio principale è chiaro: la soluzione non è proibire la tecnologia, ma insegnare a usarla in modo consapevole. L'Unesco parla di "discernimento tecnologico": una competenza che permette di trovare un equilibrio tra opportunità e rischi. In quest'ottica, limitare l'uso dello smartphone a scuola può essere utile, ma non basta: è necessario affiancare queste misure con un'educazione alla cittadinanza digitale che sviluppi senso critico, capacità di verificare le informazioni, comprensione degli algoritmi e uso responsabile dei media. Un percorso che deve coinvolgere non solo gli insegnanti, ma anche le famiglie.

La guida affronta in modo concreto alcuni dei temi più attuali: dalla gestione del tempo davanti agli schermi alla salute mentale, dai videogiochi ai social network, fino all'intelligenza artificiale generativa. Non mancano consigli pratici, come evitare l'uso degli schermi durante i pasti e prima di dormire, privilegiare contenuti di qualità e, soprattutto, condividere l'esperienza digitale con i figli invece di lasciarli soli davanti al dispositivo. Un aspetto particolarmente interessante riguarda il ruolo degli adulti. L'Unesco ricorda che bambini e adolescenti imparano osservando il comportamento dei genitori: se gli adulti controllano continuamente il telefono durante una conversazione o a tavola, sarà difficile chiedere ai più giovani di fare diversamente. La guida introduce anche il concetto di "technoference", ovvero le interferenze provocate dall'uso continuo dei dispositivi nelle relazioni familiari, sottolineando quanto l'esempio quotidiano sia il primo strumento educativo.

Tra i dati riportati emerge un quadro che invita alla riflessione: il 90% dei genitori dichiara di discutere con i figli sul tempo trascorso davanti agli schermi e, per una famiglia su due, questi conflitti si verificano almeno una volta alla settimana. Allo stesso tempo, quasi la metà dei genitori ritiene di non ricevere un supporto adeguato per accompagnare i figli nella vita digitale. È proprio questo senso di disorientamento a rendere ancora più centrale il ruolo della scuola, chiamata non solo a disciplinare l'uso degli strumenti digitali, ma anche a promuovere competenze che aiutino bambini e ragazzi a orientarsi nel mondo online. Crescere cittadini digitali oggi, infatti, non significa semplicemente insegnare loro a usare uno smartphone o un'applicazione, ma educare a comprendere come funzionano i media, riconoscere la disinformazione, interpretare gli algoritmi, gestire le emozioni online e sviluppare autonomia e spirito critico. In un'epoca in cui la tecnologia cambia più rapidamente delle regole, la sfida non è imparare a usare nuovi strumenti, ma educare bambini e ragazzi a utilizzarli con consapevolezza, spirito critico e responsabilità. Ed è una responsabilità condivisa tra scuola, famiglia e società.