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Cybercrime, la difesa parte dalla cultura digitale

Secondo il Rapporto Clusit 2026, gli attacchi online crescono in numero e intensità
16 luglio 2026 di
Ambrogio Sanelli

Gli attacchi sul web continuano a crescere e, insieme, aumenta anche la loro capacità di colpire cittadini, imprese e istituzioni. Il Rapporto Clusit 2026 fotografa un fenomeno in forte accelerazione: nel 2025 gli incidenti cyber “gravi” censiti a livello globale sono stati 5.265, il 48,7% in più rispetto all'anno precedente, il dato più alto mai registrato. Non solo: a crescere è anche la gravità degli attacchi, tanto che il rapporto ha introdotto la nuova categoria "Extreme" per descrivere gli episodi più devastanti.


Dietro questi numeri, spesso, non ci sono soltanto sofisticate operazioni contro grandi aziende. Perlopiù criminalità informatica sfrutta sempre più spesso il fattore umano. Phishing, smishing, vishing, siti clone e, più recentemente, contenuti generati con l'intelligenza artificiale e deepfake fanno leva su urgenza e disattenzione, più che sul calcolo. Non basta investire in tecnologie di difesa: serve una crescita della consapevolezza digitale dei cittadini.

Lo stesso Clusit sottolinea infatti che la cybersecurity non può più essere considerata una materia per soli specialisti, ma richiede una cultura diffusa della resilienza informatica, perché il divario tra la velocità con cui evolvono le minacce e la capacità delle persone di riconoscerle resta ancora troppo ampio.

È in questo spazio che si inserisce l'educazione digitale, soprattutto nelle scuole, ed è da questa consapevolezza che nasce Digitalizzati. Il modulo di Altroconsumo, contenuto all’interno del progetto didattico “Online Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale” e finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, punta a rafforzare le competenze digitali dei cittadini e a ridurre la vulnerabilità alle frodi online. Il percorso didattico affronta in modo pratico i principali schemi di truffa, spiega come riconoscere i segnali di allarme e diffonde semplici comportamenti di prevenzione. Comportamenti semplici ma fondamentali, come verificare sempre mittente e indirizzi web, diffidare dei messaggi che creano urgenza, utilizzare password robuste e autenticazione a due fattori, mantenere aggiornati i dispositivi e sapere come reagire in caso di frode. Il primo passo per una sicurezza in più.

L'iniziativa è stata al centro dell'evento organizzato da Altroconsumo ieri, 15 luglio 2026, a Roma, dedicato proprio al rapporto tra cybersecurity ed educazione digitale. Il messaggio è chiaro: se gli attacchi diventano più sofisticati, la prima linea di difesa deve essere il cittadino informato, fin dalla giovane età. Perché la tecnologia è indispensabile, ma senza competenze diffuse rischia di non bastare.