Da oggi, 23 ottobre 2026, entrano in vigore nuove disposizioni per accompagnare l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo della scuola. Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, adegua l’ordinamento italiano al Regolamento europeo 2024/1689, noto come AI Act, e rafforza il ruolo dell’educazione digitale e dell’orientamento nella preparazione delle nuove generazioni.
Una delle principali ricadute riguarda la progettazione educativa. L’intelligenza artificiale non può essere affrontata soltanto attraverso iniziative occasionali o lasciata all’iniziativa dei singoli insegnanti: deve inserirsi in una visione condivisa, coerente con gli obiettivi formativi dell’istituto. In quest’ottica, il Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) rappresenta uno degli strumenti attraverso cui valorizzare le competenze digitali, definire le priorità educative e coordinare le attività interdisciplinari. Le scuole sono chiamate a valutare come integrare l’IA nell'insegnamento, in raccordo con il curricolo di educazione civica.
Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale investire anche nella preparazione degli insegnanti. Non basta saper utilizzare un chatbot o generare contenuti: occorre comprenderne il funzionamento, riconoscere gli eventuali errori e valutare criticamente le informazioni prodotte. Il decreto interviene sulla formazione iniziale e in servizio dei docenti, individuando ambiti che comprendono la conoscenza dei sistemi di IA, la valutazione dei risultati, la tutela della privacy, la sicurezza, l’inclusione e le applicazioni pedagogiche delle nuove tecnologie. Un insegnante preparato può, per esempio, guidare la classe nella verifica di una risposta generata dall’IA e nel confronto tra fonti diverse. La formazione deve quindi aiutare a individuare le occasioni in cui questi strumenti possono sostenere l’apprendimento, senza sostituire il ragionamento autonomo, la creatività e la relazione educativa.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda il benessere digitale, con particolare attenzione all’uso dei social media e delle piattaforme digitali e alla prevenzione dei comportamenti problematici. Anche in questo caso, la scuola può svolgere un ruolo centrale nel promuovere un rapporto equilibrato con la tecnologia, attraverso attività educative e iniziative che coinvolgano, dove previsto, anche le famiglie.
Orientamento: più spazio alle competenze del futuro
L’intelligenza artificiale non è soltanto una questione informatica. Riguarda il modo in cui ci informiamo, comunichiamo, prendiamo decisioni e partecipiamo alla vita sociale. Per questo, l’educazione alla cittadinanza digitale rappresenta uno degli ambiti privilegiati per sviluppare competenze di utilizzo consapevole. Tra i temi da affrontare in classe rientrano la verifica delle informazioni, la disinformazione, i bias algoritmici, la protezione dei dati personali, il rispetto del diritto d’autore e la trasparenza dei sistemi automatizzati. Gli studenti devono imparare non solo a utilizzare gli strumenti, ma anche a interrogarsi sull’affidabilità dei risultati e sulle conseguenze delle proprie scelte online.
Le scuole devono promuovere attività formative sull’intelligenza artificiale e sviluppare moduli interdisciplinari che permettano agli studenti di sperimentare, progettare e risolvere problemi concreti. Dalla programmazione alla robotica, dall’analisi dei dati alla progettazione creativa, queste esperienze possono contribuire a rendere l’apprendimento più attivo e a collegare le conoscenze teoriche alle applicazioni pratiche. L’obiettivo non è trasformare ogni studente in uno specialista di IA, ma fornire a tutti gli strumenti per comprenderne il ruolo nella società contemporanea e partecipare alle trasformazioni tecnologiche in modo informato.
Un altro ambito significativo è quello dell’orientamento. La diffusione dell’intelligenza artificiale sta trasformando numerosi settori professionali e rende sempre più importante aiutare ragazze e ragazzi a conoscere le competenze richieste dal mondo del lavoro. Il decreto promuove iniziative di orientamento verso le discipline STEAM e le tecnologie emergenti, con l’obiettivo di favorire scelte formative consapevoli e ampliare le opportunità di accesso ai percorsi scientifici e tecnologici. In questa prospettiva, le attività orientative possono andare oltre la semplice presentazione degli indirizzi di studio. Laboratori, incontri con professionisti, esperienze di progettazione e collaborazioni con università e imprese possono aiutare gli studenti a riconoscere interessi, attitudini e possibilità future. Particolare attenzione merita la partecipazione delle studentesse ai percorsi scientifici e tecnologici, per superare stereotipi e favorire un accesso più ampio alle opportunità offerte dalle professioni emergenti. L’orientamento, quindi, non riguarda soltanto la scelta della scuola superiore o dell’università, ma la capacità di sviluppare competenze trasferibili, spirito critico e disponibilità ad apprendere lungo tutto l’arco della vita.
In questa direzione si inseriscono #NEXT STEP e Online Onlife, i progetti educativi di Fondazione Articolo 49, dedicati rispettivamente all'orientamento e all'educazione digitale. Il secondo, in particolare, costruito sul protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e l’AGCOM per promuovere la cittadinanza digitale, affronta temi centrali per la vita online e per lo sviluppo delle competenze digitali. L’intelligenza artificiale è parte integrante dei contenuti formativi, con l’obiettivo di aiutare studenti e studentesse a comprenderne opportunità, limiti e implicazioni, sviluppando uno sguardo critico e responsabile. Perché preparare le nuove generazioni al futuro significa fornire loro gli strumenti per abitarlo da cittadini informati e consapevoli.