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EU Kids Act, Bruxelles fissa l'età per i social. E gli europei approvano

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen mette alle strette le piattaforme: "Ora spetta a loro dimostrarci di essere sicure"
2 ottobre 2026 di
Ambrogio Sanelli

Niente social sotto i 13 anni, nessun account personale prima dei 15. È questo il cuore dell'EU Kids Act, la proposta presentata il 17 settembre a Strasburgo dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dalla vicepresidente esecutiva con delega al digitale, Henna Virkkunen. Tra i 13 e i 15 anni i ragazzi potranno usare soltanto "mini-account" creati e gestiti dai genitori, con contatti limitati e un tetto di un'ora al giorno davanti allo schermo.

Il testo però non si ferma ai limiti di età. Per tutti i minorenni le piattaforme dovranno rinunciare allo “doom scrolling” (scorrimento compulsivo e prolungato del feed), ai meccanismi di ricompensa, ai feed basati sulla profilazione e alle notifiche push notturne. Gli estranei non potranno scrivere ai minori, e chatbot e compagni virtuali basati sull'IA saranno disattivati per impostazione predefinita. La verifica dell'età, è già stato chiarito, passerà da strumenti rispettosi della privacy, come l'app europea che non conserva documenti né dati biometrici.

A livello politico, la novità più pesante è l'inversione dell'onere della prova. Come riporta Iolanda Cuomo su Eunews, von der Leyen ha rivendicato il cambio di passo: "Ora spetta a loro dimostrarci di essere sicure". Le grandi piattaforme dovranno presentare in anticipo piani di conformità, valutati dalla Commissione e da un revisore indipendente. In caso di violazioni, scatta una procedura accelerata: la Commissione dovrà concludere l'indagine entro 90 giorni, un tempo molto più breve rispetto alle istruttorie del Digital Services Act, che spesso durano anni.

L'opinione pubblica sembra dalla parte di Bruxelles. L'Eurobarometro realizzato a novembre 2025 con domande dell'Agenzia Ue per i diritti fondamentali (FRA) ha coinvolto oltre 26mila intervistati. Secondo i risultati, il 74% degli adulti ritiene che i social debbano essere vietati sotto una certa età. Sulla soglia, però, non c'è accordo: il 16% indica i 16 anni, un altro 16% i 18, il 13% i 15 e l'11% i 14. Solo il 13% non vuole limiti per legge, e la maggior parte di loro preferisce lasciare la scelta ai genitori.

Le preoccupazioni sono diffuse. L'89% teme che i bambini vengano avvicinati da chi vuole sfruttarli o che incontrino contenuti violenti. L'88% teme che passino troppo tempo sulle app fino a diventarne dipendenti. I più giovani la vedono diversamente: tra i 15-17enni prevalgono soglie più basse, con il 16% che indica i 15 anni e il 15% i 14, mentre appena il 4% sceglie i 18.